Turismo: il vaccino della ripartenza

Priorità agli operatori turistici. L’idea di inserire nel piano vaccinale anche chi si dedica ad un comparto così strategico per l’economia del territorio non sembri azzardata o, peggio ancora, un capriccio. È da considerare, piuttosto, come un punto di ri-partenza per tornare competitivi a livello internazionale.

Dobbiamo pensare in positivo, e tornare ai numeri che, prima della pandemia, avevano proitettato la regione a livelli importanti con gli oltre 4 milioni di arrivi (con un incremento di presenze estere) per un totale di 15 milioni e mezzo di presenze totali.

Un giro d’affari non da poco.

In vista dell’imminente stagione estiva, la nostra riflessione, a cui invitiamo anche gli Enti preposti, si fonda principalmente su un concetto fondamentale: dobbiamo (e possiamo) raggiungere un punto di incontro tra esigenze sanitarie da un lato e rilancio del segmento dall’altro, proponendo l’immagine di una regione “Covid Safe” con tutti i vantaggi che ne potrebbero derivare.

Siamo consapevoli dell’esistenza di altre priorità ma, nel rispetto di tutte le categorie da proteggere, viene spontaneo annoverare anche coloro che gestiscono l’accoglienza turistica e lavorano in questo settore.

A nostro avviso, una scelta del genere non può che offrire una serie di benefici: maggiore sicurezza per le comunità coinvolte, per gli ospiti e, di conseguenza, una maggiore fiducia nella scelta delle future destinazioni turistiche.

La Puglia merita di essere una meta sana e competitiva, ecco perché insistiamo sulla validità di investire sulla sicurezza, oltre che sulla qualità e la legalità. E al tal proposito va sottolienata l’importanza di coinvolgere tutti gli operatori dell’accoglienza, anche quella extralberghiera e delle locazioni turistiche, purchè provvisti del necessario CIS.

Lecce, 1 aprile 2021

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